Secondo Unioncamere, l’emorragia lavoro continuerà anche nel 2014. Per l’anno in corso stima poco meno di 792.000 entrate nel mondo del lavoro contro 935.000 uscite per un saldo negativo di 143.700 unità. Questa perdita di personale nel settore privato è dimezzata rispetto al 2013 e sarà determinata da una perdita di quasi 36.000 posti di lavoro nel manifatturiero, 39.000 nelle costruzioni e 67.300 nei servizi.
L’80% del saldo negativo sarà determinato dalle imprese fino a 50 dipendenti. A perdere meno posti di lavoro sarà il Nord-Est (-29.500), mentre Nord-Ovest e Centro si avvicinano alle 32.000 unità in meno, ultimo come sempre il Mezzogiorno con un tragico -49.800 posti di lavoro.
Le 791.500 entrate previste nel 2014 si suddivideranno tra – più o meno – 382.000 assunzioni non stagionali, 231.500 stagionali e 85.000 interinali. A crescere, rispetto al 2013, dovrebbero essere sia le assunzioni non stagionali (+14.400) che quelle a carattere stagionale (+35.600). Segno meno rispetto al 2013 per  lavoratori interinali (-700), collaboratori a partita Iva e occasionali (-250) ed in particolare collaboratori a progetto (-7.000).

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