La crisi ha stroncato l’occupazione giovanile.
Negli ultimi sei anni gli occupati tra i 25 e i 34 anni sono diminuiti di oltre 2 milioni.
È il risultato del confronto tra i dati Istat del secondo trimestre di quest’anno con quelli dello stesso periodo del 2008: in sei anni il numero degli occupati under 35 è crollato, per la precisione, di 2 milioni e 107 unità, passando, specifica l’istituto nazionale di statistica, da 7 milioni e 236mila a 5 milioni e 129mila.
In termini percentuali, misurazione che, spiega l’Istat, non risente del calo demografico che nel frattempo si è verificato, la situazione non risulta affatto meno drammatica: dal secondo semestre 2008 allo stesso periodo del 2014 la percentuale di under 35 occupati è passata dal 51,2% al 39,2%, un vero e proprio tonfo di ben 12 punti.

Disoccupazione giovanile record. L’aggiornamento Istat non fa che confermare quanto sia stretto, ovunque e ancor più in Italia, il legame tra la crisi e la disoccupazione giovanile, che ad agosto, come comunicato dallo stesso istituto di statistica lo scorso mese, ha toccato la quota record di 44,2% (+3,6% sullo stesso periodo dello scorso anno), il dato più alto dal 1977, anno d’inizio delle serie storiche trimestrali, a fronte di un tasso di disoccupazione generale del 12,3% (+0,1% su agosto 2013), anch’esso in prossimità dei massimi storici.
Con il Cnel – Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro – che spiegava quanto “l’ipotesi di una discesa del tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi, vale a dire intorno al 7%” sembri “irrealizzabile”, in quanto “richiederebbe la creazione da qui al 2020 di quasi 2 milioni di posti di lavoro”.

Il Paese è fermo. La fotografia del Belpaese fatta dall’Istat la scorsa settimana non alimenta, d’altra parte, ottimismo su un’immediata inversione di tendenza del quadro economico nazionale.
L’Italia è ufficialmente ancora in recessione e la deflazione, se per l’Europa tutta è uno spettro, per l’economia nazionale è più che una certezza: a settembre l’indice dei prezzi è risultato infatti in calo dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2013, un risultato peggiore delle stime dell’Istat, ferme a -0,1%.
Su base mensile, inoltre, il calo rispetto ad agosto è stato dello 0,4%.