Quest’anno in Italia sono 136.616 i lavoratori che rischiano di perdere il posto.
Sono i dipendenti che nel 2013, come evidenzia l’XI Rapporto Industria Cisl, risultavano in cassa integrazione straordinaria e in deroga e che, se non riassorbiti, finiranno in mobilità.
Con il grosso rischio, scrive la Cisl, di ritrovarsi poi disoccupati.

Tra il 2008 e il 2013, si legge nel Rapporto Cisl, gli occupati del settore manifatturiero e delle costruzioni sono diminuiti dell’89%.
Particolarmente colpiti risultano, nello specifico, i comparti delle apparecchiature, dei macchinari e delle attrezzature, dei computer e dei prodotti di elettronica e ottica, quello dell’energia elettrica e quello dei prodotti petroliferi.
Quest’ultimo, specifica l’analisi, frenato soprattutto dalle difficoltà in cui versano le raffinerie italiane dell’Eni.
Rispetto al 2007-2008, nel complesso, la produzione industriale si è ridotta di un quarto, la capacità produttiva ha fatto segnare un calo del 15%, i consumi delle famiglie di quasi l’8% e gli investimenti del 26%.

I lavoratori che quest’anno rischiano di perdere il posto sono 136.616, 13.486 in più rispetto alle precedenti stime del sindacato guidato da Raffaele Bonanni.
Tra il 2010 e il 2013, spiega il Rapporto, il ricorso alla cassa integrazione, e ai nuovi Aspi e mini Aspi, è aumentato del 66,5%, arrivando a quota 2.186.358.
Il balzo maggiore, tuttavia, riguarda i lavoratori in mobilità, che nello stesso periodo sono aumentati dell’81,8%, fino ad arrivare ad un totale di 217.597.