Sono oltre 3 milioni e 750mila i ragazzi che non hanno un lavoro, né studiano o seguono un percorso formativo. Più di 2 milioni, il 39,6% della popolazione giovanile residente, sono al Sud, mentre su base nazionale la percentuale ha sforato ormai il 27%.

Allarme neet. È l’Istat ha lanciare un nuovo allarme lavoro giovani.
I neetnot in education, employmentor training – tra i 15 e i 34 anni, si legge nel report dell’istituto di statistica, in un anno sono aumentati di oltre 300mila unità, passando dai 3,43 milioni rilevati nel terzo trimestre 2012 a 3,75 milioni.
In termini percentuali, si è raggiunta la quota record del 28,5% dal 25,8% registrato nei primi nove mesi dello scorso anno: una percentuale che già nel 2012 collocava il Paese al terz’ultimo posto in Europa, seguito solo da Bulgaria e Grecia (17,3% la media, molto alta, dell’eurozona).

Mezzogiorno e giovani. Più della metà dei neet (2.010mila) sono residenti nel Mezzogiorno e rappresentano il 39,6% della popolazione giovanile locale (quasi tre punti percentuali in più rispetto al terzo trimestre 2012).
Limitando l’analisi agli under 29, al Sud i ragazzi che non lavorano, studiano o seguono un percorso formativo (quasi 1,4 milioni) rappresentano il 36,2% dei giovani, contro il 34,7% rilevato il terzo trimestre 2012. I neet meridionali di età compresa tra i 30 e i 34 anni sono invece 666mila e rappresentano più della metà di quelli complessivi (quasi 1,2 milioni) in Italia.

Scolarità. Sul totale dei 3,755 milioni di neet under 35 rilevati, sottolinea l’Istat, 1,5 milioni hanno bassissima scolarità, arrivando alla licenza media, mentre sono 1,8 milioni coloro in possesso di un diploma di maturità e 437mila di una laurea o un titolo post laurea.
Le donne neet sono 2,112 milioni, mentre gli uomini 1,643 milioni.

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