Anche se è un periodo di forte crisi, molte persone sono alla ricerca di un’occupazione o si preoccupano di rinegoziare un contratto in essere per guadagnare stabilità.Nel caso in cui un candidato sia in cerca di una nuova occupazione, farà attenzione alla stesura del curriculum vitae, il documento di presentazione del proprio profilo professionale.

Oltre all’elenco delle attività svolte e dei datori di lavoro, è frequente farcire il curriculum di frasi “fatte”, vale a dire espressioni comuni a tutti i profili. Una di queste locuzioni è “orientamento all’obiettivo”, “attitudine al lavoro in team”.

Peccato però che in questo ultimo periodo i responsabili del personale siano molto attenti anche alla creatività dei candidati. Per questo capita che boccino proprio la sintesi che si rifugia nella banalità oppure spiazzino il candidato durante il colloquio chiedendogli di spiegare cosa significa, per esempio, l’espressione “capacità di problem solving”.

Il consiglio degli esperti, quindi, è di evitare le frasi fatte, di non elencare responsabilità in alcuni lavori a meno che non siano finalizzati a dimostrare di essere dei senior. Meglio se si usano frasi che autocertificano dei risultati.

Per esempio se le doti comunicative vantate nel curriculum hanno contribuito a migliorare la documentazione di un’azienda attraverso la riduzione degli sprechi, meglio citare la percentuale di ottimizzazione ottenuta, che la solita espressione: buone doti comunicative.