Tra disoccupati ufficiali, inattivi disponibili a lavorare e sottoccupati part-time, in Italia le persone ai margini del mercato del lavoro sono circa 6,4 milioni.
Lo si apprende dall’Istat che ha reso noto i cosiddetti ‘Indicatori complementari al tasso di  disoccupazione’ per il 2012, integrando il dato relativo ai 2,7 milioni di disoccupati in senso stretto.

Gli inattivi in cerca di un’occupazione in Italia (primo indicatore adoperato), rileva l’istituto nazionale di statistiche, sono circa 3 milioni, dunque più numerosi dei disoccupati ufficiali (circa 2,7 milioni), mentre la media europea mostra un andamento del tutto opposto: “i disoccupati” in Europa, ricorda l’Istat, “sono più del doppio di questo segmento di inattivi”, circa 25 milioni di unità i primi contro gli 8 milioni e 800 mila dei secondi. Tra i 3 milioni di inattivi italiani rientrano anche i cosiddetti ‘scoraggiati’, coloro cioè che dichiarano di non aver cercato lavoro perché convinti di non poterlo trovare: sono 1,3 milioni su circa 3, vale a dire il 43% del totale.
Un secondo indicatore individuato dall’Istat riguarda gli inattivi che cercano un impiego ma non sono subito disponibili a lavorare: in questa categoria rientrano le persone che hanno impedimenti al lavoro per motivi di salute o perché in quel momento fuori dall’Italia (magari in cerca di un impiego – ndr). “Nel 2012 questo gruppo conta 111.000 individui, 7.000 in meno rispetto a un anno prima (-6,1%). Essi rappresentano lo 0,4% delle forze di lavoro in Italia e lo 0,9% nell’Unione Europea”.
La somma degli inattivi disponibili a lavorare, scoraggiati compresi, e di coloro che risultano inattivi a causa di impedimenti costituiscono per l’Istat il gruppo delle forze di lavoro potenziali che, nel 2012, sono risultati 3,086 milioni di persone: un dato che in cinque anni è cresciuto di 403 mila unità e che si affianca a quello delle persone in cerca di occupazione, passato da 1 milione e 506 milione a 2 milioni e 744 mila dal 2007 al 2012.
Il terzo indicatore utilizzato per individuare il numero degli italiani ai margini del mercato del lavoro è quello dei sottoccupati part-time, circa 605 mila nel 2012, 154 mila in più rispetto al 2011 (+34,1%). “Essi rappresentano il 2,4% delle forze di lavoro: nell’Unione Europea l’incidenza è pari al 3,8%”, ha spiegato l’Istat, aggiungendo che “in confronto a cinque anni prima, i sottoccupati part-time aumentano di 241.000 unità (+66,1%, rispetto ai 364.000 del 2007)”.
Sommando quindi queste tre categorie individuate con gli indicatori Istat ai disoccupati in senso stretto, gli italiani ai margini del mercato del lavoro ammontano ad un totale di 6,4 milioni.

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