Gli italiani non sono solamente gli europei più massacrati dallo Stato dal punto di vista della pressione fiscale, che dal 2005 al 2015 è aumentata di oltre quattro punti percentuali, ma devono anche fare i conti con servizi di fornitura non sempre all’altezza, e talvolta addirittura vampirizzanti. Ed è questo il caso di Acea, Edison, Eni, Enel energia ed Enel servizio elettrico, le aziende che l’Antitrust ha appena condannato a pagare una multa complessiva da 14,5 milioni di euro per pratiche aggressive nella fatturazione dei consumi.

Nello specifico, i provvedimenti riguardano “i meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento per bollette non corrispondenti a consumi effettivi”, nonché “gli ostacoli frapposti alla restituzione dei rimborsi“. In altre parole, se un cliente si lamentava per qualche errore nella bolletta, nessuno si prendeva la briga di verificare, e nel frattempo le procedure di sollecito, messa in mora e distacco del servizio non venivano arrestate. Oppure, le aziende in questione non si preoccupavano di offrire ai clienti la possibilità di rateizzare importi piuttosto pesanti; o, ancora, in caso di restituzione di importi dovuti a vario titolo, le aziende ritardavano il più possibile i rimborsi. Infine, e questo vale solo per le due società Enel, venivano addebitati ai clienti gli interessi di mora per pagamento tardivo anche in quei casi in cui il ritardo non era imputabile al cliente (bolletta recapitata in ritardo o non recapitata), oppure in presenza di un reclamo.

I procedimenti erano stati avviati nel luglio del 2015 in seguito alle denunce presentate sia dai singoli clienti che dalle associazioni dei consumatori. Le sanzioni ammontano a 3,6 milioni per Acea ed Eni, 2,9 milioni per Enel Energia, 2,6 milioni per Enel Servizio elettrico ed 1,7 milioni per Edison.