Sul fronte del risparmio energetico la tecnologia è sempre in evoluzione e, per quanto concerne l’energia elettrica, l’ultima rivoluzione è arrivata con l’introduzione della tecnologia LED (Light Emitting Diode).

I vantaggi della tecnologia LED rispetto ai sistemi tradizionali si possono tradurre in due semplici concetti: consumano meno, dal 40% al 70%, e durano di più (durata media tra le 50.000 e le 100.000 ora). Tra gli altri vantaggi possiamo citare l’accensione istantanea, non dissipano calore perché non si scaldano, l’elevata resa cromatica, il rispetto ambientale non contendo mercurio, il rispetto per la salute non emettendo raggia UV e non creando campi magnetici, l’elevata resistenza agli urti e alle accensioni ripetute.

Eppure la convenienza dell’utilizzo delle lampade a LED non è così scontata e dipende, come spesso avviene, dall’utilizzo che se ne fa. Va infatti considerato il fatto che le lampade a LED, nonostante consentano realmente di risparmiare notevolmente sui consumi, hanno un costo decisamente più alto rispetto alle altre lampade tradizionali. Dunque un parametro fondamentale da conoscere riguarda l’ammontare totale delle ore di accensione delle lampade, così da poter calcolare il tempo di ritorno dell’investimento, ovvero dopo quanto tempo il risparmio energetico conseguito compenserà il maggior costo di acquisto.

In media l’utilizzo delle lampade a LED rappresenta un risparmio per chi tiene la luce accesa almeno 1.800/2.000 ore l’anno. In questo modo il maggior costo delle lampade verrà compensato dal risparmio energetico nel giro di un paio di anni. Diversamente per intensità di utilizzo minori l’investimento non risulta più conveniente, ad esempio in caso di accensione per 300 ore l’anno, il ritorno dell’investimento si avrà dopo circa 20 anni. In questi casi eventualmente si può valutare l’utilizzo di lampade CFL (a risparmio energetico) in luogo di quelle alogene: la differenza di investimento è minore e viene compensata più velocemente dai risparmi energetici conseguiti.