Il mercato immobiliare italiano è in crisi e questo dipende da molti fattori. Sicuramente contribuisce allo stallo la difficoltà delle banche nell’erogazione dei finanziamenti ma c’è da considerare anche l’incertezza lavorativa che contraddistingue i lavoratori del Belpaese. 

In un clima di recessione, quello italiano, in cui non si sa bene per quanto tempo si riuscirà a tenere stretta l’occupazione, i nostri connazionali non sono più così audaci nell’accendere un mutuo per investire nel mattone.

La situazione però inizia ad incidere anche sulle tasche dei costruttori che hanno rivisto al ribasso le stime di crescita e lavoro per il 2012. A fronte di una previsione iniziale del calo degli investimenti pari al 3,8%, bisogna prendere atto di un calo effettivo del 6%.

Una percentuale che aggrava la situazione già rilevata nel 2011 quando il calo degli investimenti si era attestato sul -5,3%. Ad esporre le statistiche l’Osservatorio congiunturale dell’Ance.

La crisi chiaramente ha determinato anche una perdita di posti di lavoro nel settore delle costruzioni. Si stima che negli ultimi cinque anni siano stati polverizzati dalla crisi circa 325 mila posti di lavoro. Se poi si considerano anche i settori collegati a quello delle costruzioni, allora bisogna prendere atto che l’emorragia occupazionale è più grave: sono stati persi circa 500 mila posti di lavoro.