Scampato pericolo.

Grazie alle pioggie registrate nelle ultime settimane la produzione di vino italiana del 2012 è salva. Ne sono convinti gli associati di Confagricoltura che, dopo le grida di allarme legate alla siccità che aveva messo a serio rischio il raccolto in agosto, sono ora fiduciosi che la vendemmia 2012 garantirà una produzione di poco inferiore rispetto a quella dell’anno passato.

Buone notizie anche dal fronte qualità: “pochissime fitopatie e un andamento soddisfacente del ciclo vegetativo lasciano confidare in un’annata molto buona“. Da quanto emerge dai risultati dell’Osservatorio per l’andamento delle colture viticole e del mercato vinicolo di Confagricoltura, le maggiori preoccupazioni sono arrivate dalla Toscana, Umbria, Lombardia e Emilia Romagna.

La carenza d’acqua registrata in questi territori ha condizionato i “volumi delle uve bianche e le alte temperature hanno anticipato la raccolta di almeno 15 giorni”.  ”Per i rossi e per le varietà tardive in generale – precisa un comunicato – le precipitazioni di questi ultimi giorni hanno rinfrancato i produttori che, una volta consolidate le condizioni climatiche, hanno valutato in campo l’effetto su volume e qualità”.

Secondo l’Osservatorio, si registra un incremento dei prezzi delle uve anche sotto la spinta emotiva delle previsioni iniziali di rese scarse. Tuttavia, l’aumento dei costi di produzione rimane uno dei maggiori temi di preoccupazione di tutto il settore agricolo del Bel Paese.   “La speranza – commenta Confagricoltura – è che il mercato, soprattutto quello internazionale a cui sempre più rivolgiamo l’attenzione, sia in grado di assimilare l’invitabile aumento dei prezzi e continui ad sostenere le nostre esportazioni”.