Dopo essere saliti ai massimi degli ultimi anni nella seduta di venerdì, con il Nasdaq addirittura ai massimi dal 2000, i principali indici azionari statunitensi hanno chiuso ieri in leggero ribasso per i timori che le autorità greche possano non trovare un accordo per un ulteriore taglio della spesa pubblica, necessario per ottenere la tranche di aiuti da parte di Unione Europea e Fondo monetario Internazionale. L’incontro che avrebbe dovuto portare ad accordo ieri tra i capi dei tre principali partiti del paese è stato ulteriormente rimandato a oggi.

Le piazze americane hanno, comunque, contenuto i danni grazie ad un rally nel finale, dimostrando che la situazione critica europea fa meno paura che nel passato: Dow Jones Industrial e Nasdaq hanno chiuso a
-0,13% mentre lo S&P500 ha chiuso praticamente invariato a -0,04%.

La seduta di ieri di Wall Street è stata caratterizzata dall’assenza di indicazioni sullo stato di salute dell’economia statunitense, spingendo gli investitori a focalizzarsi sulle notizie provenienti d’oltreoceano o sulle singole storie aziendali. Sulla scia degli omologhi titoli europei, hanno così perso terreno i bancari, con l’indice settoriale in ribasso dell’1,1%.

Dopo il forte rialzo delle ultime settimane sono stati oggetto delle prese di beneficio i titoli immobiliari (Toll Brothers -2,2% e Lennar -3%) sulla scia del downgrade di Raymon James. Tra le blue-chips si è fatta notare in maniera negativa Boeing, arretrata dell’1,2%, dopo avere annunciato di avere avviato le ispezioni dei suoi “787 Dreamliner” per avere trovato segni di danni alla fusoliera.

General Motors è salita dell’1,99% dopo che il direttore finanziario Daniel Ammann ha annunciato in un’intervista al Wall Street Journal l’obiettivo di un incremento degli utili come percentuale delle entrate al 10% nei prossimi anni, rispetto a un margine del 6% attuale.