Per calcolare l’Indicatore Sintetico di Costo (ISC), le banche fanno un calcolo piuttosto complicato che si può riassumere così. Vengono stabiliti sei profili che dovrebbero corrispondere ad altrettante tipologie di clienti. Per ciascuna tipologia si stabilisce che compiano un certo numero di operazioni fatte sia utilizzando il web che andando in filiale e si calcola per ogni tipologia quanto costerebbero il complesso delle operazioni.
Ovviamente l’ISC ha dei limiti perché si concentra sull’aspetto costi e per esempio non dice se ci sono servizi come il rimborso dei bolli o ancora se ci sono filiali vicino a casa, oppure se offre o meno un servizio di consulenza ben fatto. Bisogna poi ricordarsi che questo indicatore non considera l’imposta di bollo – o altri eventuali balzelli fissati dallo stato…
L’ISC può rivelarsi uno strumento molto utile anche per chi ha già un conto corrente. Nell’estratto conto che la banca è tenuta ad inviare al cliente dopo la fine dell’anno dovrebbe essere indicato il complesso delle spese che sono state effettivamente pagate dal correntista nell’anno solare e l’ISC corrispondente al profilo più affine al cliente.
photo credit: 401(K) 2013 via photopin <a