Prima di procedere all’apertura di un conto corrente e opportuno mettere a confronto i prodotti di varie banche e le relative voci di spesa. In genere ci si limita a considerare il tasso di interesse, ma la cosa e fuorviante: non sara uno 0,125 in piu promesso sui livelli di remunerazione a bilanciare il costo di un corrente. Occorre valutare le spese e le commissioni di gestione più comuni – costo per singola scrittura, spese per l’estratto conto, spese di chiusura trimestrali, spese di estinzione… –, ma non solo. Bisogna pensare al costo delle operazioni che, per le nostre caratteristiche utilizzeremo più spesso: per esempio se si investe in titoli, ci si informi sui costi del deposito titoli, quanto costa la compravendita di azioni e obbligazioni, quanto costa trasferirli ad un’altra banca…

Per legge, tutte le voci di costo dei servizi offerti devono essere indicate nei “fogli analitici” che ogni banca deve mettere a disposizione del pubblico. Non sono sufficienti, perché incomplete, le informazioni dei “tabelloni sintetici” esposti nei locali delle agenzie. E’ opportuno pertanto chiedere a più banche ed alla Posta di consultare i fogli analitici, prendere nota dei “prezzi” e compararli, prima di decidere presso quale istituto aprire un conto corrente bancario.

In realtà adesso si può anche fare più in fretta. Dal 26 maggio 2010 è obbligatorio indicare l’indice sintetico di costo (ISC). È nato da estenuanti mediazioni tra i rappresentanti di Banca d’Italia, i responsabili dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), e le associazioni dei consumatori.
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