Un Belpaese “in profonda recessione”, che potrà saggiare una “tiepida ripresa” solo il prossimo anno, ma con un tasso di disoccupazione che continuerà a segnare record fino al 2014. Per i 27 Paesi membri dell’Ue l’attività economica riprenderà, ad un “ritmo molto contenuto”, solo nella seconda metà del 2013, mentre l’Eurozona dovrebbe ripartire nel 2014, dopo un 2013 caratterizzato soprattutto da un livello di disoccupazione sempre più su. È questo il quadro economico italiano e comunitario secondo le previsioni d’autunno della Commissione europea pubblicate ieri 7 novembre. Commissione che rileva come sul fronte contabile stia proseguendo, senza stravolgimenti, il processo di risanamento di bilancio nell’intera area monetaria, fattore che avrebbe “ridotto i rischi di un peggioramento delle prospettive di crescita” e che dovrebbe calmierare “le tensioni sui mercati finanziari nell’Ue”, così da favorire quell’iniezione di fiducia nel sistema indispensabile per un rilancio della domanda interna.

La crescita che non c’è. L’analisi Ue dell’economia italiana evidenzia un calo del Pil del 2,3% per il  2012, anno di “profonda recessione”, a cui farà seguito una” tiepida ripresa” caratterizzata da un calo più contenuto del dato, -0,5%, nel 2013 e, finalmente, la crescita nel 2014, +0,8%. Lo scenario economico sembrerebbe, dunque, ulteriormente peggiorato: a maggio le stime della Commissione parlavano di una crescita del Pil, +0,5%, già nel 2013 e a settembre il Governo italiano, pur rivedendo al ribasso i dati sul Pil 2012 (-2,4%) e 2013 (-0,2%), intravedeva per il 2014 una crescita dell’1,1%. Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil, il dato italiano calerà al 2,1% il prossimo anno, quando i conti nazionali si avvicineranno al tanto agognato pareggio strutturale, per passare poi a -0,4% nel 2013. Il 2012 sarà anche l’anno in cui il debito pubblico nostrano raggiungerà l’apice: il rapporto debito/Pil toccherà infatti quota 127,6%, e solo nel 2014 raggiungerà la quota stimata in precedenza dall’Ue per quest’anno, 126,5%.
Raggelante il dato sulla disoccupazione, in doppia cifra anche nei prossimi due anni, dopo che a maggio l’Ue aveva stimato per il 2012 e il 2013 un tasso contenuto nel 10%. Dopo il record fatto registrare quest’anno, 10,6%, la stima è stata rivista all’11,5% per il prossimo e all’11,8% nel 2014.

L’Eurozona. La Commissione ha rivisto al ribasso anche i dati previsionali sulla crescita del Pil dell’Unione monetaria, confermando un 2012 all’insegna della recessione (-0,4%). Per il 2013 si parla ora di crescita “molto modesta”, +0,1%, a fronte di quel +1% delle precedenti stime, e bisognerà attendere il 2014 (+1,4%) per vedere l’economia dei Paesi euro, “a condizioni invariate”, ripartire davvero. E, come ha sottolineato oggi da Francoforte il presidente della Bce, Mario Draghi, “anche l’economia tedesca inizia a essere colpita dalle difficoltà presenti nel resto dell’area Euro”.

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