Dopo la prima lettera “segreta” che la Bce aveva spedito al governo italiano abbiamo un remake. Questa volta la lettera che sarebbe dovuta restare segreta è stata inviata da Mario Draghi alla Commissione europea un mesetto fa. Il presidente della Banca centrale europea con la missiva toccava uno dei nervi scoperti dell’Eurozona: la nascente vigilanza bancaria europea e le necessità di capitali degli istituti di credito che potrebbe mettere a nudo la nuova vigilanza.

Il problema è che in un documento di qualche mese fa, la Commissione Europea, affermava che una banca in difficoltà possa chiedere un aiuto di Stato solo dopo aver “coinvolto” i creditori privati, con perdite per azionisti e obbligazionisti – in particolare di quelli che hanno investito in bond subordinati. Il messaggio contenuto nella missiva sarebbe chiaro: niente in contrario con il messaggio di fondo… sarebbe però il caso di evitare la sua applicazione oggi, visto che imporre perdite oggi potrebbe destabilizzare il sistema finanziario.

In altre parole: ci sono 2,7 miliardi di obbligazioni bancarie subordinate in scadenza nel 2014 e 4,6 nel 2015. Di fronte ai timori gli investitori reagirebbero vendendo le obbligazioni e provocando un aumento dei finanziamento delle banche, con aggravamento del credit crunch soprattutto nei paesi messi peggio come l’Italia.

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