Inattesa apertura da parte dell’Austria alla Grecia.  Il cancelliere austriaco, Werner Faymann, si è detto favorevole a una proroga dei tempi pattuiti con Atene per il piano di rieltro del deficit. Faymann ritiene che “anche di due o di tre anni” in più rispetto al limite fissato al 2014 potrebbero essere tollerati a patto che il Paese ellenico dimostri un effettivo mantenimento degli  impegni concordati. parole che vanno incontro a quanto richiesto in questi giorni dal premier greco, Antonis Samaras, che ha ipotizzato un rinvio di due anni degli obiettivi a parità di risorse concesse ad Atene. Il rapporto della troika sulla Grecia è atteso a settembre e probabilmente evidenzierà la necessità di un allentamento dei requisiti del programma anche alla luce della recessione più grave del previsto che sta colpendo la Grecia.

In Germania la Merkel invita ad abbassare toni su Grecia  

Posizioni più rigide invece in Germania. Il vice cancelliere tedesco Philipp Roesler. “Nè sei mesi nè due anni”, ha detto il rappresentante del governo tedesco che ribadisce la contrarietà a una proroga degli impegni assunti da Atene. Non si è fatta attendere la controreplica di Angela Merkel che ha invitato a pesare bene le parole quando si parla di Grecia e non utilizzare questo tema per fini elettorali. “Quando si parla di Grecia c’è molto in gioco”, sono state le parole della Merkel nell’intervista alla tv di Stato ARD. Alexander Dobrindt, segretario generale della CSU, aveva definito Mario Draghi, numero uno della Bce, un falsario di monete e sottolineato che i Greci “devono capire prima o poi che cammineranno meglio sulle loro gambe fuori dall’euro”. “la Grecia si stia sforzando molto seriamente anche se c’è ancora molto da fare – ha aggiunto la cancelliera tedesca – ora attendiamo il responso della Troika”. Parole della Merkel che sono rivolte soprattutto a Alexander Dobrindt, segretario generale della CSU, che senza mezzi termini ha affermato che vede la Grecia uscire dall’euro già il prossimo anno.