Francia e Germania, le due maggiori economie dell’area euro, tengono nel secondo trimestre con soprattutto il Paese transalpino che è riuscito anche nello scorso trimestre a schivare il passaggio in negativo della crescita.

Crescita transalpina al palo per il terzo trimestre consecutivo

E’ rimasto invariato per il terzo trimestre consecutivo il prodotto interno lordo francese. Un dato che si rivela comunque migliore delle attese che erano per un calo dello 0,1%. Anno su anno il dato del Pil ha messo a segno un +0,3%, come nel trimestre precedente e contro le attese che volevano un rallentamento a +0,2%. I dati diffusi dall’Insee, che ha rivisto a zero da +0,1% il dato relativo al quarto trimestre 2011, evidenziano una contrazione dello 0,2% dei consumi, mentre gli investimenti risultano in progresso dello 0,7%. Il ministro dell’Economia, Pierre Moscovici, ha commentato i dati odierni sottolineando come “non sono eccellenti, ma la Francia sta riuscendo a evitare la recessione”.
Per il trimestre in corso le stime della Banque de France circa l’andamento dell’economia transalpina sono improntate alla prudenza con la previsione di un calo dello 0,1% t/t. L’istituto centrale francese nel Monthly business survey diffuso settimana scorsa ha rimarcato come a luglio l’attività industriale ha registrato un leggera contrazione dovuta principalmente a minori livelli di attività nei settori automobilistico e tessile. Il tasso di utilizzazione degli impianti è rimasto di sotto della sua media di lungo periodo.

 

Pil Germania  sale dello 0,3% t/t  

Rallenta  meno del previsto la congiuntura tedesca. La rilevazione del Pil evidenzia un +0,3% su base trimestrale, oltre le attese che erano per un +0,2% ma in calo rispetto al trimestre precedente quando il Pil era cresciuto dello 0,5%. La crescita tendenziale risulta invece dello 0,5% contro il precedente 1,7% e in questo caso meno delle attese che erano di +0,9%. L’Ufficio di Statistica tedesco ha rimarcato come lo scorso trimestre abbiano tenuto i consumi e l’export con un contributo positivo alla crescita, mentre sono scesi gli investimenti.