I paesi emergenti hanno comprato molte armi nell’ultimo periodo e le hanno acquistate soprattutto da Russia e Stati Uniti che insieme hanno risposto al 45 per cento degli ordini totali. Un grafico dell’Economist spiega la situazione.

L’argomento della vendita delle armi è sempre trattato in modo assolutamente prudente perché non è soltanto una questione economica di compravendita di un prodotto “normale”, in questo caso subentrano negli affari anche questioni etiche.

In Italia per esempio, l’opinione pubblica tanti anni fa, bastonò tutti gli istituti di credito che usavano i capitali per finanziare il commercio di armi. Oggi, forse per la crisi, forse per una sorta di maturità “sociale”, si parla di questo argomento in modo più cauto.

Ma torniamo al grafico dell’Economist. E’ evidente che le esportazioni americane sono state consolidate e si rivolgono ai paesi “di sempre”, che chiedono all’America anche assistenza e pezzi di ricambio. L’anno scorso il paese cui l’America ha venduto più armi è stata l’Arabia Saudita che per gli armamenti ha speso ben 2,8 miliardi di dollari.

La Russia, che è seconda per il commercio di armi soltanto agli Stati Uniti, ha commerciato i suoi prodotti soprattutto con l’India. Le armi acquistate da questo paese hanno comportato una spesa totale di 2,7 miliardi di dollari.