Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi sulla scia delle notizie provenienti dalla Grecia. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,39%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,61% e l’S&P 500 un +0,49%. Timido rialzo anche per le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +0,74%, il Dax di Francoforte a +0,48%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un +0,16%. Il sentiment degli investitori dopo l’euforia delle prime battute è andato via via spegnendosi nel corso della seduta. Dopo il calo di venerdì gli operatori stanno tornando sul mercato a piccoli passi e preferiscono aspettare mercoledì per vedere cosa verrà deciso nell’Eurogruppo sul piano di aiuti ad Atene dopo che ieri sera la manovra di austerità è passata al Parlamento. Non riteniamo che una decisione in merito verrà intrapresa già nel corso di mercoledì. Potrebbe accadere che i leader Ue preferiscano aspettare che ci sia la formalizzazione anche di un accordo sullo swap del debito tra il governo e il Psi (Private sector involvment), atteso per venerdì. Secondo alcune fonti l’haircut dovrebbe attestarsi intorno al 70%, mentre il tasso di interesse sul nuovo bond dovrebbe essere pari al 3,6%.

Italia: Ftse Mib potrebbe cercare rimbalzo su 16.180 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni poco mosso (+0,05%) a 16.370 punti. Riteniamo che la correzione possa proseguire sino in area 16.180-16.190 punti. È importante che questa soglia non sia perforata altrimenti il rally rialzista potrebbe perdere forza. Ancora attenzioni su Fondiaria-Sai (+18,3%) dopo le voci di un probabile incremento della quota di proprietà da parte di Palladio al 10% dal 2,25% attuale. Prese di profitto sui bancari, con Unicredit che ha chiuso in calo del 3,8%, Intesa SanPaolo dell’1,97%, Mps del 3,4% e Banca Popolare di Milano del 4,75%. Bene invece Banco Popolare che avanza dell’1%. Positiva anche A2a (+1,8%) dopo la scomparsa nel weekend di Zuccoli. Rialzo del 20% per Eems.

Valute: euro/dollaro verso il test psicologico 1,3200

Tra le valute, vira in negativo l’euro contro il dollaro questo pomeriggio dopo che questa mattina si era apprezzato sulla scia dell’approvazione in Parlamento delle misure di austerità greche richieste per ottenere il piano di aiuti da 130 miliardi di euro. Il cross dopo aver testato 1,3170 venerdì (livello dove passa il 23,6% del ritracciamento di Fibonacci dal massimo del 4 maggio 2011) è rimbalzato, ritornando all’interno del range 1,3280 e tornando ora a 1,3210. Il supporto resta a 1,3170, mentre la resistenza si colloca a 1,3280. Lieve calo per il cambio dollaro/yen. Per questa notte è attesa la decisione della Banca centrale giapponese sui tassi di riferimento, che dovrebbero rimanere invariati allo 0,1%. Il cross potrebbe essere soggetto a volatilità se nel documento della Banca centrale dovessero esserci indicazioni negative sulla ripresa economica alla luce anche dei dati odierni. Il cambio ha rotto ora lo stretto range 77,60-77,80 ed è ora a 77,50, con il supporto più vicino che si colloca a 77,20 e la resistenza a 78,30.

Macro: attesa per lo Zew tedesco

Sul fronte macro, oggi giornata povera di dati macro rilevanti. Nella notte in Giappone il dato preliminare sul Pil del 4° trimestre ha mostrato un calo congiunturale dello 0,6% (-0,3% le attese). Il dato annualizzato ha evidenziato un calo del 2,3% dal +7% del periodo precedente. I dati risentono ancora degli effetti negativi legati allo tsunami di marzo. Per domani le attenzioni si incentrano sul Pil greco e portoghese  e sull’indice Zew, mentre in Usa il focus sarà sulle vendite al dettaglio.

Titoli di Stato: problemi tecnici per asta Btp 12 mesi

Sul fronte governativo, nell’asta odierna il Tesoro italiano ha emesso 12 miliardi di Bot di cui 8,5 miliardi a 12 mesi e i restanti 3,5 a 4 mesi. Il tasso sul 12 mesi è stato del 2,23% (dal 2,735% della precedente emissione), mentre quello a 4 mesi ha avuto un rendimento dell’1,546%. La domanda sul titolo a un anno è stata bassa (circa 1,1 volte l’offerta da 1,4), mentre quella sul comparto a 4 mesi è stata di 2,45 volte l’offerta. L’ampia differenza della domanda tra le due scadenze dipende dalla differente consistenza delle emissioni, con un importo elevato sul comparto a 12 mesi. Subito dopo alcune fonti hanno reso noto che la bassa domanda per il titolo a 12 mesi è dipesa da un problema di inserimento di ordini poco prima della chiusura dell’asta. Le autorità stanno indagando. Le attenzioni si concentrano ora per l’asta Btp di domani sul tratto breve-medio termine. Dopo l’asta lo spread tra Btp-Bund è leggermente salito a 357 pb, dopo aver toccato un minimo di 353 pb in mattinata.

Commodity: petrolio recupera forza e sale a 100 dollari/barile

Tra le commodity, prosegue poco mosso l’oro, con il prezzo spot a 1.722 dollari/oncia. Amplia i guadagni il petrolio nel pomeriggio, con il cfd sul light crude che sale a 100 dollari/barile.
Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy