I mercati asiatici hanno registrato un inizio di settimana in rialzo, estendendo la serie di guadagni settimanali più lunga dal 2005, sulla scia della decisione della Banca del Popolo Cinese di tagliare il livello di riserve che le banche commerciali devono detenere presso la Banca Centrale dello 0.5% a partire dal 24 febbraio. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dell’1,1%, grazie al calo dello Yen che ha spinto le società esportatrici, mentre il Kospi Coreano e la borsa di Shanghai hanno chiuso poco sopra la parità.

In rialzo finanziari e petroliferi

A parere degli esperti, la mossa delle autorità monetarie cinesi potrebbe aumentare la liquidità sul mercato di oltre 400 miliardi di Yuan, aiutando a sostenere il mercato immobiliare, e potrebbe non essere l’ultima nel corso dell’anno per i segnali di rallentamento dell’economia internazionale.

Nel corso della seduta si sono distinti i titoli finanziari, che hanno beneficiato anche delle attese che un secondo piano di salvataggio della Grecia possa essere approvato oggi, e i petroliferi, sulla scia del balzo del prezzo del petrolio. Le quotazioni del greggio, infatti, sono tornate stabilmente sopra quota 100 Dollari al barile e potrebbero salire ulteriormente dopo che l’Iran ha detto di avere bloccato le esportazioni verso Francia e Regno Unito.

Anche i titoli industriali e i produttori di risorse di base sono saliti per le attese che la crescita economica a livello mondiale possa essere migliore delle attese.