L’Imu sui capannoni – ovvero sugli immobili a uso produttivo – porterà nelle casse dello stato un gettito stimato in 10 miliardi di euro. Secondo l’Ufficio studi della Cgia metà dei principali capoluoghi di provincia applicherà su questi immobili l’aliquota massima, perché i sindaci hanno contenuto la pressione fiscale sulle abitazioni principali aumentando il peso tributario sulle attività produttive.

Il risultato di questa scelta si può tradurre in una hit parade delle attività economiche più tartassate. Al primo posto ci sono gli alberghi: tra Imu e Tasi pagano in media quasi 12.000 euro. Dietro di loro le grandi attività commerciali – in media Imu e Tasi pesano poco più di 8.000 euro, e i capannoni delle grandi industrie, con quasi 6.500 euro. Scendendo ancora in classifica troviamo i capannoni di minori dimensioni – per un prelievo medio di 4.000 euro -, gli uffici e studi privati graverà una imposta media di poco superiore ai 2.000 euro. Infine, su negozi e laboratori artigianali l’Imu “peserà” rispettivamente 986 e 759 euro.

Per il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo ZabeoRenzi ha fatto bene ad annunciare l’abolizione, a partire dal 2016, dell’Imu sugli imbullonati – – grazie a questa misura gli imprenditori risparmieranno circa 250 milioni di euro. Tuttavia, a nostro avviso, sarebbe ancor più necessario diminuire l’Imu a tutte le imprese, anzichè abbassare l’Ires. In primo luogo perchè la riduzione di quest’ultima imposta avvantaggerebbe soprattutto le grandi imprese, come le attività finanziarie e quelle assicurative. In secondo luogo per il fatto che il taglio dell’Ires interesserebbe pochissime aziende, poco più di 600.000. Questa imposta, infatti, è pagata solo dalla dal 57 per cento delle società di capitali: le altre, in massima parte, non la versano perchè presentano costantemente redditi negativi“.

La Cgia ha messo infine l’accento sugli aumenti delle tasse sulla casa. Tra il 2011 – ovvero l’ultimo anno in cui abbiamo pagato l’Ici – ed il 2015, l’incremento del carico fiscale sugli uffici ha segnato quasi il +150%. Per i negozi siamo ad un + 140%, seguito da quello dei laboratori artigianali – +110% -, mentre per gli alberghi e i capannoni industriali il prelievo è quasi raddoppiato.