È stato approvato ieri in Parlamento in via definitivo con 365 sì e 61 no il decreto liberalizzazioni, che ora è legge a tutti gli effetti. Il Governo, però, ha dovuto porre il voto di fiducia, scatenando la rabbia delle opposizioni e malumori all’interno della stessa maggioranza, per eliminare i rischi di dissenso legati ala mancanza di coperture finanziarie su almeno cinque misure. Contrari al decreto sono stati Lega e IDV, che hanno votato contro.

La soddisfazione del Governo

Dopo l’esito favorevole della votazione, il presidente del Consiglio Mario Monti ha dichiarato che “il Governo era preparato all’opposizione dei tanti gruppi di interesse, titolari di rendite di posizione non più giustificabili né salvaguardabili. La preoccupazione principale non era quella di contenerne le opposizioni, ma di comporle all’interno di un quadro di soluzioni condivise”. Obiettivo principale della nuova legge, per voce dello stesso Governo, è quello della crescita: ristabilire cioè condizioni favorevoli agli investimenti interni e internazionali, attraverso l’eliminazione dei vincoli burocratici che ostacolano l’avvio e lo sviluppo delle attività d’impresa, l’apertura alla concorrenza nel settore trasporti e il rilancio del fronte infrastrutturale.

Sulla questione della copertura finanziaria, sollevata dalla Ragioneria generale dello Stato, il Governo, per voce del ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, assicura di avere le risorse necessarie e che non ci saranno “effetti finanziari negativi”