La seduta dei mercati azionari asiatici è stata influenzata da una parte dalla decisione dell’agenzia di rating Moody’s di tagliare il rating di sei paesi europei, tra cui Italia e Spagna, e di abbassare l’outlook di Francia, UK ed Austria a negativo e dall’altra dall’azione di politica monetaria espansiva decisa dalla Banca Centrale Giapponese (BoJ). Questa, infatti, ha deciso di aumentare il suo allentamento quantitativo di 10 mila miliardi di Yen (da 55 mila a 65 mila) e ha fissato un obiettivo di crescita dei prezzi dell’1%. Il Nikkei è salito dello 0,59%, la borsa di Hong Kong è rimasta praticamente invariata mentre sono scese la borsa cinese e quella australiana.

La mossa espansiva della BoJ ha permesso alla borsa giapponese di recuperare terreno dopo un inizio negativo con le società esportatrici in ribasso. Olympus ha chiuso in leggero rialzo nonostante abbia annunciato una perdita nell’ultimo trimestre dell’anno di 756 milioni di Yen e avere predetto per l’interno anno fiscale 32 miliardi di perdite

In tutta l’Asia è stata diffusa la debolezza del settore finanziario per i timori che il downagrade di Moody’s sui paesi europei possa provocare nuove tensioni sui mercati finanziari. I timori che questo possa avere conseguenze sull’economia reale hanno spinto al ribasso i petroliferi e le risorse di base.

In Corea il mercato ha beneficiato del balzo delle società armatrici, grazie ai nuovi ordini esteri, mentre ad Hong Kong si sono fatti sentire sulle società immobiliari i timori che la Cina possa continuare nella politica di raffreddamento della crescita dei prezzi delle case.