Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea si riunisce oggi a Malta per la tradizionale riunione mensile di politica monetaria.
Visto il contesto economico della zona Euro continua a mostrare un’inflazione vicina allo zero, Pil in crescita di meno dell’1% in Italia, Grecia, Finlandia e Austria, un mercato del credito ancora asfittico nell’Europa meridionale, e i rischi esterni – come il rallentamento in Cina, l’instabilità del mercato azionario e la crisi in Siria e nel Medio Oriente -, crescono le aspettative dei mercati: ci vuole un rilancio del QE originale, dando il via ad un cosiddetto Quantitative easing 2.

Visto quello che è successo in passato, è improbabile che oggi possa essere varata qualche misura concreta. Probabilmente ci potrà essere qualche affermazione di Mario Draghi per preparare il terreno a un nuovo allentamento monetario. Facile prevedere che il Quantitative easing 2 possa prevedere l’estensione di almeno sei mesi del QE originale, che aveva scadenza settembre 2016, più complicato capire quali possano essere le altre mosse future della Bce e di Mario Draghi.

La Bce potrebbe prevedere un potenziamento ed una diversificazione degli acquisti, superando quindi la soglia dei 60 miliardi al mese e dedicandosi anche a prestiti bancari, cartolarizzazioni e obbligazioni societarie non finanziarie – e potenzialmente anche a titoli azionari (sinceramente quest’ultima ipotesi è poco probabile). Qualunque cosa succeda bisogna però anche aggiungere che l’effetto sull’economia sarebbe soprattutto a livello psicologico, ovvero come “protezione” della BCE nei confronti del debito pubblico dei paesi membri – prima di tutto l’Italia. Il QE Europeo sta facendo tutto il possibile – l’inflazione resta a zero o quasi perché non sembra essere influenzata dalla politica monetaria.