La Grecia è in crisi, non è una novità, ma il percorso verso il salvataggio sembra intriso di imprevisti e così Juncker, presidente dell’Eurogruppo, cerca di fare un’analisi della situazione alla ricerca di una soluzione.Il governo di Atene, quando ha ottenuto la sesta tranche di aiuti, dopo le dimissioni di Papandreou, ha promesso di mettere in campo delle riforme, economiche e sociali per evitare il rischio default. E già allora in Europa si temeva che la caduta greca generasse un effetto domino con Italia e Spagna.

A distanza di qualche mese le riforme promesse non sono state realizzate e nonostante l’Italia abbia messo i conti al sicuro, si teme comunque un nuovo effetto domino e un nuovo default greco. A dirlo è Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo.

In un’intervista rilasciata al Der Spiegel, il capo dell’Eurogruppo spiega che Atene ha ancora pochissimo tempo per svoltare. Non può restare in attesa del fondo salva Stati o di altri strumenti che dimostrino la solidarietà degli stati dell’UE.

Il limite massimo sono due mesi. Sessanta giorni per evitare il default. Per prima cosa, precisa il leader lussemburghese, è necessario avviare le privatizzazioni delle aziende di Stato. Peccato che il ministro greco delle finanze dica che tra il portare a termine le procedure e il blocco delle attività, il passo è davvero breve.