La Spagna, in questi giorni, è in una fase che potremmo considerare di riflessione visto che il Gabinetto di Rajoy sta seriamente prendendo in considerazione l’ipotesi di chiedere aiuto all’Europa. Peccato che i prestiti, se erogati, chiederanno il pagamento di un caro prezzo al Paese.

Il presidente dell’Eurogruppo, Junker, ha rilasciato un intervista alla Tv della Baviera lanciando un serio ammonimento alla Spagna: nel caso in cui Madrid chieda l’aiuto del fondo salva-stati, a livello europeo le saranno imposte delle clausole dure prima dell’erogazione.

Nel dettaglio la Spagna, per aggiudicarsi una o più tranche di aiuti, dovrà attuare delle riforme strutturali e dovrà fare dei tagli alle spese, quindi scegliere degli strumenti di risparmio incisivi. Il problema sta nel fatto che soltanto la scorsa settimana il ministro dell’economia spagnolo, Luis de Guindos, ha varato una serie di misure finanziarie aggiuntive.

L’obiettivo ambizioso resta quello del raggiungimento di un disavanzo del 6,3 per cento del Pil per l’anno 2012.

Intanto le quotazioni obbligazionarie sono sull’ottovolante, visto che il governo di Rajoy è ancora indeciso sul ricorso agli aiuti UE. Se ci sarà ancora ritardo nella scelta, si potrebbero avere altre turbolenze sul mercato.

Peccato che da Madrid abbiano deciso di aspettare per conoscere le conseguenze di un eventuale ricorso al piano di salvataggio dell’Unione Europea.