Di quanti soldi avranno diritto i nuovi assunti in caso di licenziamento? Con l’approvazione del Jobs act, un giovane al primo contratto, e chi oggi lavora e domani cambierà azienda, l’indennizzo sarà pari ad uno stipendio e mezzo per ogni anno di lavoro – e l’importo massimo liquidabile sarò pari a due anni di retribuzione.

Altre specificazioni in vista sono legate al reintegro. Secondo il primo decreto attuativo del Jobs Act, non ci sarà più possibilità di reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento economico, ovvero legato al cattivo andamento dell’azienda – oggi il giudice può disporre il reintegro se le motivazioni sono “manifestamente insussistenti”.

Il reintegro, sparirà anche nel caso in cui l’azienda viola le procedure di consultazione con i sindacati e i criteri per scegliere chi mandare via – come i carichi di famiglia.

Per i licenziamenti disciplinari, il decreto attuativo originariamente prevedeva che il lavoratore sarebbe solo stato reintegrato se l’azienda lo accusa di un reato grave e poi la cosa si rivela falso. In seguito si è stabilita una formula più soft: il reintegro potrà avvenire solo in caso di insussistenza del fatto materiale che viene contestato al lavoratore e considerato causa di licenziamento.

In questo caso probabilmente si lascerebbe la possibilità all’azienda di non riassumere il lavoratore, anche se il giudice dispone il reintegro, pagando un maxi indennizzo. L’azienda dovrebbe pagare sempre il solito mese e mezzo per anno di lavoro, ma ci sarebbe un minimo di sei mesi di stipendio e un massimo di 30 o forse 36 mensilità.

Un’ultima annotazione – molto importante. Tutte queste fattispecie dovrebbero valere solo per i nuovi contratti, non per quelli in essere.

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