Dopo aver steso il Jobs Act per i lavoratori dipendenti, il governo Renzi è pronto a mettere in campo anche la riforma per i lavoratori autonomi, quelli che svolgono la propria attività con le partite Iva. Come si legge nel Comunicato finale emesso dal Consiglio dei Ministri, il nuovo Statuto dei lavori autonomi dovrebbe nascere con l’obbiettivo di costruire per tali lavoratori, prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditori, un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro. Il ddl disciplinerà anche lo smart working, per favorire l’articolazione flessibile della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento.

Per quanto riguarda le innovazioni che saranno introdotte per i lavoratori che si servono delle partite Iva, la prima mossa del governo dovrebbe essere quella di introdurre l’obbligo di regolare ogni rapporto professionale in base a contratti scritti, per evitare che si possa finire vittime di abusi e di situazioni in cui il lavoro finale non viene retribuito.

Per quanto riguarda invece le forme di tutela per gravidanza, malattia e infortunio, il Jobs Act per le partite Iva dovrebbe stabilire che: “Essi non comportano l’estinzione del rapporto di lavoro. L’esecuzione rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a centocinquanta giorni. Per malattie che superano i sessanta giorni il versamento dei contributi viene sospeso fino a un massimo di due anni. Toccherà poi al lavoratore versare il dovuto. Viene stabilito inoltre il riconoscimento del diritto di percepire per cinque mesi l’indennità di maternità, indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa. Ad entrambi i genitori dei bambini nati dal primo gennaio del 2016 viene garantito inoltre un congedo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.

I lavoratori autonomi che utilizzano le partite Iva avranno anche il diritto a poter usufruire di deduzioni al 100 per cento le spese sostenute per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, per l’orientamento, per la ricerca e il sostegno. Sarà poi fissato un tetto massimo di 10 mila euro per dedurre le spese sostenute per partecipare a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale e l’accesso garantito ai fondi dell’Unione europea.

Infine, saranno dettate regole che regoleranno la situazioni di coloro che lavorano da casa, il cosiddetto smart working.