Dopo essersi occupato della riforma del lavoro in ambito quasi esclusivamente dipendente, il Jobs Act va ora ad introdurre una nuova serie di tutele anche nell’ambito di un settore, quello degli autonomi, che non gode quasi mai dei diritti e dei benefici che spettano ai lavoratori dipendenti. Il nuovo disegno di legge, chiamato Jobs Act degli autonomi, interessa oltre due milioni e mezzo di lavoratori italiani e promette di garantire maggiore protezione a tutti i professionisti che oggi ne hanno ben poca.

Jobs Act autonomi: cosa cambia

Fra le principali novità introdotte dal Jobs Act per gli autonomi, c’è senz’altro l’obbligo di non eccedere con il limite di sessanta giorni per saldare i pagamenti ma anche maggiori tutele contro le clausole contrattuali abusive e possibilità di veder tutelati i propri diritti di utilizzazione economica per invenzioni che vengono realizzate nel corso del rapporto lavorativo.

A partire dal primo luglio di quest’anno andrà in vigore la Dis-Coll, un’indennità di disoccupazione di cui potranno usufruire anche i lavoratori che avevano in essere collaborazioni coordinate e continuative oppure che hanno un assegno o un dottorato di ricerca. Sarà inoltre possibile dedurre le spese per i corsi di aggiornamento professionale per cifre superiori a quelle previste in precedenza (fino a diecimila euro) ed inoltre sarà beneficiare di congedo parentale e indennità di maternità.

Jobs Act autonomi: tutela in favore della maternità e della malattia

Molto importante, all’interno del disegno di legge, tutte la parte che tutela maggiormente la maternità (e non solo). Si prevede infatti che in caso di gravidanza, la lavoratrice non subisca automaticamente l’estinzione del rapporto professionale (cosa che avverrà anche in caso di malattia o di infortunio) ma possa tenerlo in sospeso per un massimo di centocinquanta giorni. Sempre in ambito maternità, il congedo parentale viene portato a sei mesi (utilizzabile entro i primi tre anni di vita del bambino). Per coloro che subiscono una malattia o un infortunio, c’è infine la possibilità di sospendere i versamenti contributivi previdenziali e i premi assicurativi qualora si fosse impossibilitati a lavorare per un periodo superiore ai sessanta giorni.