“Il Jobs Act è significativo sul fronte flessibilità” e “l’Italia ha una solida posizione di bilancio, utile per ottenere tassi di finanziamento favorevoli, e più tempo per attuare le  riforme a favore della crescita”.
È quanto si legge nel report sull’Italia diffuso lunedì sera da Moody’s stilato sulla base dei dati dell’economia nazionale rilevati nel secondo trimestre 2014, con l’agenzia di rating che ha rivisto le stime per il Pil italiano sia per il 2014, sia per il 2015.

“Alla luce dei dati del secondo trimestre, Moody’s stima che l’economia italiana si contrarrà dello 0,3% nel 2014, per crescere marginalmente dello 0,5%” nel prossimo anno.
“L’Italia – aggiunge la nota dell’agenzia Usa – ha una solida posizione di bilancio che è utile per ottenere condizioni di finanziamento favorevoli, con più tempo per attuare riforme a favore della crescita”.
L’accelerazione sulle riforme da parte del Consiglio dei ministri, continua il report, le condizioni favorevoli per rifinanziare il debito pubblico e l’avanzo primario frutto di “molti anni di consolidamento”, consentono infatti al Paese di limitare gli effetti della nuova ondata di recessione che l’ha investito e mantenere l’attuale rating.
Il giudizio sul merito creditizio dell’Italia, dunque, rimane Baa2 con outlook stabile.

Moody’s, nella nota di aggiornamento del quadro economico dell’Italia diffusa lunedì, individua nel calo della fiducia e nelle stime di un Prodotto interno lordo al -0,3% nel 2014 due degli elementi negativi che meglio fotografano l’attuale debolezza dell’economia italiana “sul lato della domanda” e “i perduranti impedimenti strutturali alla crescita”, di fronte ai quali il Jobs Act voluto dal governo Renzi è “un’iniziativa significativa” per disciplinare la “flessibilità”del mercato del lavoro, ma, chiarisce l’agenzia, “la riforma da sola è insufficiente per passare da un sistema centralizzato a una contrattazione salariale decentrata o per aumentare la flessibilità sulle trattative salariali” (foto by InfoPhoto).