Se si fa un giro sui siti delle associazioni di consumatori, si nota che molti articoli sono dedicati all’IVA pagata negli anni sulla Tassa per i rifiuti. A marzo una sentenza della Corte di Cassazione ha definito l’illegittimità dell’applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto. 

Con la sentenza n. 3756 dell’8 marzo, la Cassazione ha definito illegittimo il pagamento dell’Iva sulla Tassa sui rifiuti. Sono interessati da questo provvedimento circa 17 milioni di italiani che avevano provato ad avere qualche risposta anche dal Governo Berlusconi.

Già un’altra sentenza, prima di quella di marzo 2012, aveva in qualche modo fatto sorgere il dubbio sull’IVA della TIA, perché si spiegava che la TIA non può essere considerata una tariffa ma rientra a pieno titolo nel rango delle tasse. Per questo non si può applicare alla tassa sui rifiuti l’IVA del 10%.

Le associazioni di consumatori, capitanate da Federconsumatori, hanno dato assistenza a moltissimi italiani per effettuare la richiesta di rimborso di quanto hanno pagato negli anni e in molti casi il rimborso è stato accordato. Adesso però le associazioni fanno una richiesta specifica al nuovo esecutivo:

Ora chiediamo al Governo Monti di chiudere la vicenda una volta per tutte, dando finalmente piena applicazione alla sentenza della Corte costituzionale e della Cassazione,  restituendo l’IVA pagata indebitamente da milioni di cittadini attraverso uno storno sulle future bollette o consentendo la detrazione dell’importo non dovuto nelle dichiarazioni dei redditi.

La tariffa sui rifiuti scomparirà nel gennaio del 2013, quindi c’è ancora un po’ di tempo per chiedere i rimborsi degli arretrati.