L’Imposta sul Valore Aggiunto, meglio conosciuta come IVA, varia da paese a paese, tanto che in Europa, periodicamente sono aggiornati i documenti che riportano le aliquote applicate dalle varie nazioni. In cima a questa speciale classifica si colloca l’Ungheria. L’Italia invece è nel gruppo di paesi che adottano la standard rate. L’IVA è un’imposta che paghiamo ogni giorno durante le transazioni commerciali, quando acquistiamo o vendiamo un bene. I professionisti e chi esercita un’attività commerciale sono sicuramente più aggiornati sugli incrementi disposti dal Governo per l’aliquota in questione.

In realtà, tutti conoscono il percorso che ha determinato, almeno in Italia, la crescita dell’IVA dal 20 al 21 per cento nel 2012 con la possibilità di arrivare al 23 per cento nei prossimi anni.

Nonostante questa mossa, l’Italia è lontana dal primato dell’imposta sul valore aggiunto.

Dal primo gennaio 2012, per esempio, l’Ungheria ha deciso l’aumento dell’IVA dal 25 al 27 per cento al fine di risanare in breve tempo la finanza pubblica. Al secondo posto si colloca la Danimarca con l’IVA al 25% e sul terzo gradino del podio c’è la Romania con il 24%.

Seguono Grecia, Irlanda, Polonia, Portogallo e Finlandia con il 23% e poi la Lettonia con il 22%. Lo standard rate del 21% lega invece l’Italia alla Lituania e al Belgio.