Al via le nuove misure anti evasione dell’Iva decise dal governo tramite decreto fiscale.

L’obiettivo è quello di promuovere l’adeguamento spontaneo, incrociando i dati forniti dall’agenzia e le comunicazioni dei dati inerenti il primo trimestre sulle liquidazioni dell’imposta sul valore aggiunto.

Nelle prime lettere inviate dall’Agenzia vi sono semplici segnalazioni di incoerenze tra i versamenti e i dati comunicati, ma anche casi più ostici come l’assenza totale dei pagamenti tramite modello 24. In caso di errore, ovvero di un codice tributo o anno di riferimento sbagliato, è possibile richiederne la correzione tramite il sito ufficiale dell’amministrazione finanziaria.

È poi possibile servirsi dello strumento del ravvedimento operoso, che evita di incorrere in sanzioni troppo aspre con abbattimento degli interessi dovuti. Ma al contribuente è possibile anche segnalare eventuali errori o elementi ignorati da parte del Fisco tramite call center o sportello fisico.

Lo spesometro 2.0, da inviare entro il 28 settembre, sta dando filo da torcere agli specialisti, che hanno goduto della piccola proroga di 12 giorni. Si attende un recupero complessivo di 2,11 miliardi di euro, cifra che potrebbe salire in futuro e che comprende sia l’Iva che le imposte dirette da recuperare tramite solleciti derivanti dall’incrocio di informazioni sulle fatture e controlli automatizzati.

Il mancato versamento pesa ancora per circa il 20% sul rapporto tra l’imposta dovuta e le tasse versate in Italia: ecco perché si salutano con ottimismo i primi dati di luglio, che lasciano intravvedere un trend positivo nonostante il ridotto tempo dalla messa in atto delle nuove misure.