L’Agenzia delle Entrate ha emanato un comunicato per spiegare come avverrà il prelievo dell’Iva che per effetto della manovra economica passa da un’aliquota del 20 per cento ad un’aliquota del 21.

Non tutti i beni rientrano nella misura. Ma come devono comportarsi gli altri?

L’Agenzia delle Entrate ha voluto spiegare come dovranno comportarsi a partire da sabato 17 settembre gli esercizi commerciali e le altre attività che dovranno adeguarsi alla nuova Imposta sul Valore Aggiunto.

Nel week-end infatti, è entrata in vigore l’Iva al 21 per cento, proprio all’indomani della pubblicazione del decreto legge 138 in Gazzetta Ufficiale.

L’Iva ordinaria sale al 21 per cento. La prima indicazione operativa dell’Agenzia delle Entrate è che chi per motivi tecnici non riesca ad adeguare immediatamente i programmi usati per la fatturazione e i misuratori fiscali, può rientrare nell’eccezione definita dall’articolo 26 comma 1 del Decreto del Presidente della Repubblica 633/1972.

In pratica si potrà ricorrere alla variazione in aumento. Il procedimento in questione non prevede il pagamento di una multa, sempre che la variazione in aumento sia pagata entro i termini previsti della liquidazione periodica dell’Iva.

Il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate è reperibile sul sito internet dell’Ente. Si ricorda che l’aumento dell’Iva è previsto dalla legge di conversione n. 148/2011.