È l’argomento clou del fine settimana, quello dell’approvazione della legge finanziaria di cui si conoscono i dettagli per quanto riportato sui giornali.

Una manovra economica che, sebbene salutata con piacere dall’Europa, preoccupata dalla débacle di un altro stato membro, fa comunque discutere per i tagli.

Una manovra di destra o di sinistra? Per capire bene l’iter che il documento del MEF ha fatto in Parlamento, è bene rispondere a questa domanda.

In molti hanno sostenuto che Tremonti ha riscoperto articolo dopo articolo la sua anima originaria di socialista. Altri hanno sottolineato che si tratta di una manovra poco attenta i ceti medio bassi e più vicina all’upper class del nostro paese. Altri ancora ne hanno evidenziato i tratti liberisti.

Forse è proprio per tutte queste interpretazioni che la manovra non ha avuto molti ostacoli in Parlamento. Non è stata il pomo della discordia tra maggioranza e opposizione, ma ha saputo rispondere all’urgenza condivisa di mettere fine alle speculazioni sul nostro Paese.

Arriviamo quindi alle votazioni. Giovedì 14 il Senato ha approvato il provvedimento presentato da Tremonti, con il voto di fiducia.

I Sì sono stati 161, i no 135 e soltanto tre gli astenuti. Dopodiché si è passati alla Camera, dove gli astenuti sono stati due, i voti favorevoli 316 e 284 i no.