Debito pubblico italiano pari al 120,7% a fine 2011 rispetto al 120,1% precedentemente comunicato. Lo ha reso noto oggi l’Istat nella nota di revisione dei Conti economici nazionali annuali rivista rispetto a quella già pubblicata nel mese di marzo. Confermati invece i dati su PIL e deficit. Nel 2011 la variazione del Pil in volume è stata pari a +0,4%, così come già indicato dalla stima preliminare di marzo. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è pari nel 2011 a -3,9% (-4,5% nel 2010), valore invariato rispetto alla stima pubblicata a marzo. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è pari all’1% del Pil.

Le esportazioni sostengono il Pil, consumi fermi, scende propensione risparmio

La crescita del Pil è accompagnata da un aumento delle importazioni di beni e servizi dello 0,6%; nel complesso, le risorse disponibili sono cresciute dello 0,5%. Dal lato degli impieghi si evidenzia una flessione molto lieve (-0,1%) dei consumi finali nazionali, un calo significativo (-1,8%) degli investimenti fissi lordi e un forte aumento (+6%) delle esportazioni di beni e servizi.
Nel 2011 la spesa per consumi finali delle famiglie residenti ha registrato un incremento in volume dello 0,1%. Nell’ambito dei consumi finali interni, la componente dei servizi è aumentata dell’1,3%, mentre quella dei beni è diminuita (-0,8%); particolarmente marcata è stata la flessione della spesa per i generi alimentari (-1,3%). La propensione al risparmio delle famiglie è scesa all’8,8% (dal 9,7% del 2010).
Per quel che riguarda gli investimenti la riduzione risulta particolarmente rilevante per le costruzioni (-2,6%) e per i macchinari e le attrezzature (-1,6%); risultano invece in crescita gli investimenti in mezzi di trasporto (+0,9%).