L’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica ha fatto un’analisi del settore industriale cercando di capire quanto questo comparto economico cresce e che tipo di aggiustamenti ci sono stati rispetto alle previsioni del Governo.

Il risultato è che la crescita del Pil rallenta.

Quel che si nota, rispetto ai mesi precedenti, è la contrazione della produzione industriale soprattutto nei settori chimico, petrolifero e degli elettrodomestici.

In verità anche i titoli tecnologici che finora avevano resistito all’altalena dei listini, sembrano essere in affanno, come anche la produzione di autoveicoli.

Il Governo aveva stimato una crescita del Pil per tutto il 2011 pari all’1,1 ma l’economia italiana, neanche a dirlo è in difficoltà. L’Istat stima che il Pil, almeno nel primo trimestre dell’anno, sia cresciuto dello 0,8% mentre l’aumento tendenziale doveva essere dell’1,1%.

Stando invece alle statistiche costruite a partire dalle ultime rilevazioni, la crescita prevista per l’anno in corso si fermerebbe allo 0,7%. Lo scenario non è dei migliori perché sembra davvero di essere tornati agli scenari pre-crisi.

Le azioni da intraprendere dovrebbero essere molteplici. Sicuramente, come ha suggerito anche Trichet, è necessario che ogni stato si assuma le responsabilità della politica economica interna e provveda ad attuare riforme strutturali in grado di rilanciare l’economia.