Esitante e diseguale. Così l’Ocse vede la ripresa per l’economia mondiale nei prossimi due anni.  Bisogna attuare delle misure decisive per uscire dall’impasse fiscale negli Stati Uniti e dalla persistente instabilità della zona euro che potrebbe far ripiombare in una nuova recessione. “L’economia globale è ancora lontana dall’essere fuori dal tunnel” ha dichiarato il segretario generale dell’Ocse, Ángel Gurría, durante la presentazione dell’outlook a Parigi.

Peggiora il quadro dell’Italia. L’Ocse pronostica una recessione più dura di quanto previsto dal governo e una mancata discesa del deficit di bilancio, con l’emergere quindi della necessità di una nuova manovra correttiva nel 2014. Secondo le previsioni odierne il Pil italiano dovrebbe contrarsi dell’1% il prossimo anno, una stima peggiore rispetto  al -0,4% indicato in precedenza dalla stessa Ocse. Quest’anno invece la caduta del Pil dovrebbe attestarsi a -2,2%. Il ritorno alla crescita su base annua è atteso nel 2014 con un moderato +0,6%. “Con il graduale miglioramento della competitività, della fiducia e delle condizioni finanziarie, l’economia dovrebbe tornare a crescere nel corso del 2013″ si legge nel rapporto sulle prospettiva economiche. Anche la Commissione europea, qualche settimana fa, si era mostrata più pessimista sulle prospettive dell’Italia.

E per gli altri Paesi? Secondo l’istituto di Parigi il Pil dei Paesi Ocse dovrebbe crescere dell’1,4% nel 2013 (in linea con l’anno in corso) e salire al 2,3% nel 2014. Nel dettaglio, negli Stati Uniti (se si trova una soluzione al precipizio fiscale) l’economia dovrebbe crescere del 2% l’anno prossimo, mentre in Giappone la crescita attesa è dello 0,7%. Per la zona euro è invece stimato un Pil in leggero calo (-0,1% nel 2013).