Ieri il verdetto dell’Istat sull’andamento della nostra economia con il Pil che nel secondo trimestre è calato dello 0,2% e che porta l’Italia in recessione tecnica. Una notizia che ha colpito tutti, in primis il premier Matteo Renzi che ha preso di petto la situazione assicurando che il nostro paese “ha tutte le carte per uscire dalla crisi, ma deve cambiare. E andare avanti a testa bassa sulle riforme” .

La notizia del Pil fa chiudere Piazza Affari in negativo, bruciati 12,8 miliardi di euro, e fa tornare in tensione lo spread, che risale sopra 170 punti.

Il premier nel pomeriggio appena arrivata la notizia ha scritto una lettera alla maggioranza pubblicandola sul sito del governo, “Care amiche, cari amici, approfitto di queste ore di intensa attività parlamentare per chiedere la vostra attenzione sul passaggio politico-istituzionale che ci attende alla ripresa. Il primo settembre infatti partiranno i MilleGiorni che ci porteranno entro il maggio 2017 a disegnare un’Italia diversa, più efficiente e competitiva. Nel 2012 abbiamo fatto meno 2,4%. Nel 2013 abbiamo fatto meno 1,6%. Nei primi sei mesi siamo a meno 0,3%. Dobbiamo invertire la rotta. Ma dipende solo da noi. Dal nostro lavoro in Parlamento e nel Paese. I “MilleGiorni” sono la concreta possibilità di far ripartire la speranza e la crescita.”

Un Matteo Renzi che non si arrende nonostante nella sua gestione siamo arrivati ad un livello di Pil peggione degli ultimi 14 anni. Lo stesso ministro dell’Economia Padoan in tv è intervenuto per rassicurare le famiglie, “Abbiate fiducia” ha dichiarato il responsabile dell’economia del governo Renzi, che ha invitato gli italiani a spendere il bonus degli 80 euro. E assicurando “Non servirà nessuna manovra correttiva”.