Il Pil italiano segna il secondo calo consecutivo su base trimestrale e il Paese torna in recessione.
Nel secondo trimestre del 2014, dati Istat, il Prodotto interno lordo è infatti calato dello 0,2%, dal -0,1% registrato nei tre mesi precedenti, mentre su base annua la diminuzione è risultata dello 0,3%.
Con un valore reale di 340 miliardi di euro, scrive l’istituto nazionale di statistica, si tratta del peggior secondo trimestre dal 2000.
L’ennesima caduta dell’economia nazionale preoccupa anche l’Ue: “ci sarà un impatto negativo sui conti pubblici”, ha commentato l’ex premier finlandese Jyrki Katainen, portavoce del commissario Ue all’economia, temendo possibili contraccolpi sulla tenuta del tetto del deficit.

“L’Italia deve cambiare, ma dipende solo da noi. Avanti con più decisione”, la reazione del premier Matteo Renzi ai dati negativi sulla crescita italiana diramati dall’Istat, con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, pronto a smentire l’introduzione di nuove tasse per fronteggiare il fabbisogno finanziario del Paese: “non ci sarà alcuna manovra correttiva per il 2014”, ha riferito il ministro, aggiungendo che “il bonus da 80 euro è permanente, usatelo. Abbiate fiducia”.
L’esecutivo aveva stimato per quest’anno una crescita del Pil dello 0,8%, previsione ribadita anche di recente e rivisitata al ribasso dalle principali istituzioni nazionali e internazionali: i dati diffusi ieri dall’istituto di statistica hanno tuttavia spiazzato tutti, analisti compresi (orientati in un range tra il -0,1 e il +0,1%).