L’Italia è in deflazione e nell’Eurozona i prezzi continuano a calare.
Ad agosto l’indice dei prezzi al consumo ha fatto segnare un calo dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2013 ed una crescita dello 0,2% su luglio.
Il Belpaese è in deflazione: uno scenario, secondo i dati Istat diffusi la scorsa settimana, che mancava dal lontano 1959, anche se allora l’economia era in forte espansione e la battuta d’arresto si presentò in un contesto di tassi negativi durato sette mesi.
La contrazione su base annua segue l’andamento dei prezzi rilevato dall’Eurostat nell’Eurozona: la stima flash dell’istituto di statistica europeo indica infatti l’indice dei prezzi al consumo su base annuale al +0,3% rispetto al +0,4% del mese precedente.

Dopo la recessione, l’Istat certifica anche le deflazione.
Per il Belpaese ciò vuol dire un’ulteriore battuta d’arresto, caratterizzata da una pericolosa fase di stallo in cui le famiglie non spendono, i prezzi calano e il consumatore rimanda ancora gli acquisti perché si aspetta  ulteriori ribassi.
Uno scenario che allontana la ripresa dell’economia e, nello specifico, quella dei consumi e fa davvero tremare la tenuta dei conti pubblici per i Paesi maggiormente indebitati: questi non possono infatti che registrare un ulteriore  aumento del costo del loro debito e, grazie al calo dei consumi delle famiglie e dei profitti delle aziende, una diminuzione del gettito fiscale.
Per ora, comunque, si parla di “deflazione tecnica”, preferendo definire lo scenario italiano come una situazione di “bassa inflazione prolungata”.