Solo la Spagna fa peggio dell’Italia per quanto riguarda l’evasione dell’Iva. A rilevarlo è la Corte dei Conti in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 tenutasi oggi. Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, ha fatto presente che per l’Iva in Italia c’è un tax gap superiore al 36%, “di gran lunga il più elevato tra i grandi Paesi europei, con l’eccezione della Spagna”. “Illegalità, corruzione e malaffare” – ha aggiunto Giampaolino – risultano notevolmente presenti e le dimensioni di questi fenomeni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente alla luce”.

Immediati i commenti dalle associazioni dei consumatori con il Codacons che ritiene il dato sull’evasione dell’Iva sconcertante “e dimostra come una seria lotta all’evasione consentirebbe di ridurre le aliquote Iva aumentate a settembre e di scongiurare i prossimi aumenti previsti in autunno”. Il governo Monti ha infatti in programma una nuova stretta con l’aliquota Iva che potrebbe salire dal 21% attuale al 23%.

“E’ incredibile che si aumenti di un punto l’Iva che va a gravare anche sulle vecchiette che vanno al mercato a comperare detersivi e prodotti per la pulizia della casa e poi si consenta una perdita di gettito del 36%, è il duro commento del Codacons che ricorda come l’ulteriore aumento dell’Iva sarebbe una stangata che per la famiglia media Istat da 2,5 componenti sarebbe pari, su base annua, a 352 euro, limitandosi a calcolare il solo effetto diretto, senza cioè arrotondamenti dei prezzi. Per una famiglia di 3 persone sarebbe una tassa da 418 euro, sempre senza arrotondamenti. Incassi ben inferiori rispetto a quelli che si otterrebbero se il Governo recuperasse anche solo il 10% dell’evasione denunciata oggi dalla Corte dei Conti.