In crescita e sui massimi da inizio 2009 il rapporto deficit/Pil dell’Italia. L’Istat ha reso noto che l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (AP) è stato pari all’8% del Pil, in aumento rispetto al 7% del corrispondente trimestre dell’anno precedente. Nel primo trimestre 2012 il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo e pari a 11.471 milioni di euro. L’incidenza sul Pil è stata del -3%. “I risultati del primo trimestre – rimarca la nota dell’Istat – hanno risentito, da un lato, dell’aumento della spesa per interessi dovuto alla salita nel corso del 2011 dei rendimenti sui titoli di Stato e, dall’altro, del calo delle entrate causato dall’andamento negativo dell’economia“.
A fine 2011 il rapporto deficit/Pil si era attestato al 3,8%, sui minimi da fine 2008 con un avanzo primario dell’1%.

Balzo del 16% delle spese per interessi passivi

Spicca il balzo del 16% in un anno della spesa per interessi passivi, passata da 16,15 a 18,74 miliardi di euro, a causa proprio dell’aumento del costo di rifinanziamento del debito. Nel primo trimestre 2 le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dell’1,3%. Le uscite correnti sono cresciute del 2,6%, mentre quelle in conto capitale sono diminuite del 19,9%. Le entrate totali nel primo trimestre del 2012 sono diminuite, in termini tendenziali, dell’1%. Le entrate correnti sono diminuite dello 0,2%. Il saldo corrente (risparmio) è stato pari a -21.952 milioni di euro (era stato -17.120 milioni di euro nel corrispondente trimestre dell’anno precedente), con un’incidenza sul Pil di -5,8%.

Il dato sul deficit ha provocato una reazione sull’obbligazionario con lo spread Btp/Bund salito sui massimi di giornata a 419 punti base. Il rendimento del Btp decennale italiano si attesta al 5,64%.