“Nel 2012 i consumi di energia italiani hanno fatto registrare una nuova e pesante frenata, stimata intorno al 4%”. È quanto rileva l’Unione petrolifera nel suo Preconsuntivo petrolifero 2012.

Il calo, secondo l’Associazione che riunisce le principali aziende petrolifere che operano in Italia, “ci ha riportato sui livelli di metà anni ’90”.

A pesare è “la forte recessione economica, nonché i prezzi rimasti elevati: fattori che hanno inciso pesantemente proprio sul petrolio.”

L’analisi per fonti evidenzia, da un lato il forte calo del petrolio (-10,6%) e  quello del gas (-4,5%) e dall’altro la crescita dei combustibili solidi (+6%) e delle rinnovabili (+10%).

La fattura petrolifera nel 2012 è attesa a 35 miliardi di euro (+1,3%), “nonostante il deciso calo dei consumi”, mentre l’anno prossimo dovrebbe attestarsi nella forchetta 30,6-38,2 miliardi.

Nel complesso, la fattura energetica 2012 è stimata a 65 miliardi di euro, 2 miliardi (+3,3%) in più rispetto a quella del 2011.

“Nel 2013 –stima l’UP- la fattura energetica potrebbe finalmente ridursi di oltre 3 miliardi di euro, nelle ipotesi di un cambio vicino a quello attuale, un prezzo del greggio intorno ai 110 dollari/barile e di un’ulteriore contrazione dei consumi delle fonti fossili”.