Sempre meno italiani e più stranieri, sempre meno uomini e più donne e sempre più anziani anzi ultracentenari. Questa la fotografia scattata dal quindicesimo censimento in Italia, effettuato dall’Istat.

Meno italiani rispetto a dieci anni fa, mentre gli stranieri sorpassano la soglia dei 4 milioni
Al 9 ottobre 2011, data di riferimento del censimento, la popolazione residente in Italia è pari a 59,43 milioni, in aumento del 4,3% rispetto al 2001. Un incremento da attribuire esclusivamente alla componente straniera. Infatti, nell’ultimo decennio la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di oltre 250 mila individui (0,5%), mentre la popolazione straniera residente in Italia è triplicata sorpassando la soglia dei 4 milioni di persone, con una crescita del 201,8%.
 
Più femmine che maschi
In Italia ci sono 93,7 uomini ogni 100 donne (28.745.507 uomini, 30.688.237 donne). Il rapporto di mascolinità è più alto in Trentino-Alto Adige (95,9%), Basilicata (95,8%) e Sardegna (95,6%) mentre il più basso si registra in Liguria (89,5%).

Aumentano le ultracentenarie
Dal 2001 al 2011 la percentuale di popolazione di 65 anni e più è salito dal 18,7% al 20,8% (era al 15,3% nel 1991). Anche i “grandi vecchi”, ovvero gli ultra 85enni, incrementano il loro peso sul totale della popolazione residente (dal 2,2% del 2001 al 2,8% del 2011). In particolare, si registra un aumento del 78,2% nella classe 95-99 anni e del 138,9% in quella degli ultracentenari, con una percentuale di donne pari all’83,7%. La Lombardia è la regione in cui risiede il maggior numero di ultracentenari (il 15,9% del totale), seguita dall’Emilia-Romagna (il 10,2%) e dal Veneto (l’8,6%).