Nuovo allarme disoccupazione per l’Italia. Nel primo mese del 2012 il tasso di disoccupazione a gennaio si è portato al 9,2%, sui massimi dal 2004, ossia da quando si è iniziato a calcolare la serie storica su base mensile. Prendendo in considerazione le serie storiche trimestrali, il tasso di disoccupazione si trova ai massimi dal primo trimestre del 2001.

Cresce ancora la disoccupazione giovanile

I dati diffusi oggi dall’Istat evidenziano come a gennaio il tasso di disoccupazione risulta cresciuto di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e dell’1% rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile, ovvero l’incidenza dei 15-24enni disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è pari al 31,1%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a dicembre 2011.

Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,4% (-63 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si posiziona al 37,3%, con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,8 punti su base annua.

Disoccupati salgono a 2.312 mila unità

Il numero dei disoccupati, pari a 2.312 mila, aumenta del 2,8% rispetto a dicembre (64 mila unità) tornando sui massimi dal 2000. Su base annua si registra una crescita del 14,1% (286 mila unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. La disoccupazione maschile cresce del 2,6% rispetto al mese precedente e del 18,7% su base annua; il numero di donne disoccupate aumenta del 3,2% rispetto a dicembre 2011 e dell’8,9% in termini tendenziali. Il tasso di disoccupazione maschile cresce di 0,2 punti percentuali nell’ultimo mese, portandosi all’8,7%; quello femminile segna una variazione positiva di 0,3 punti e si attesta al 9,9%. Rispetto all’anno precedente il tasso di disoccupazione maschile sale di 1,3 punti percentuali e quello femminile di 0,6 punti percentuali.
A gennaio 2012 il numero di occupati registra una variazione dello 0,1% con un aumento di 18 mila unità rispetto a dicembre 2011. Il risultato positivo interessa sia la componente maschile sia quella femminile. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione segnala una variazione pari allo 0,2% (+40 mila unità). Il tasso di occupazione è pari al 57%, in aumento nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e di 0,2 punti in termini tendenziali.