Il debito pubblico italiano tocca nuovi picchi. A gennaio ha raggiunto quota 1.935,829 miliardi di euro, in rialzo di ben 37,9 miliardi rispetto ai 1.897,946 miliardi registrati a dicembre 2011. Lo si evince dai dati contenuti nel Bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” pubblicato oggi da Bankitalia. L’istituto di via Nazionale rimarca come sul debito pesa l’accumulo delle disponibilità del Tesoro presso la Banca d’Italia (32,6 miliardi), aumentate come avviene regolarmente in questo periodo dell’anno. In più c’è l’aggravio del fabbisogno.

Fabbisogno sale a 4 mld nel primo mese del 2012

Nel primo mese del 2012 il fabbisogno pubblico si è infatti attestato a 4 miliardi di euro, in aumento di 1,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2011. A gravare sul fabbisogno c’è l’incremento della spesa per interessi e il pagamento della quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’Efsf, parzialmente controbilanciati dall`incremento delle entrate fiscali e dalla flessione della spesa primaria. Sempre a gennaio, le entrate tributarie, contabilizzate secondo il criterio della cassa, si sono attestate a quota 30,5 miliardi di euro, in diminuzione di 100 milioni (-0,5%) rispetto al gennaio 2011.

A fine 2011 il rapporto tra debito pubblico e Pil era salito a quota 120,1%, ossia il livello più alto dal 1996. Nel 2010 il rapporto era stato pari al 118,7%. Il debito italiano è, in percentuale al Pil, il secondo maggiore dell’area euro dietro a quello greco. Ieri il direttore generale del debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, ha rimarcato che rispetto ai 450 miliardi di euro di emissioni che si stimavano a fine 2011, ora il target si sta avvicinando a quota 440 mld grazie al miglioramento della situazione. Nel 2012 sono in scadenza titoli di Stato per complessivi 408 mld.