Questo è il classico caso in cui si può vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Cosa preferite? Per l’Istat, nel mese di febbraio i prezzi – su base annua – sono aumentati dell’1,9%. Siamo al valore più basso dal mese di dicembre 2010 – un mese fa era del 2,2%. Siamo alla 5° frenata consecutiva. Peccato che contemporaneamente i salari nell’anno scorso siano aumentati meno dell’inflazione. In media durante l’anno scorso i salari sono aumentati dell’1,9% – e l’inflazione media l’anno scorso è stata del 3% – ai valori massimi dal 2008.

Attenzione però, perché l’Istat accanto alla misura ufficiale dell’inflazione valuta la dinamica del carrello della spesa, che contiene i prezzi dei prodotti acquistati con maggior frequenza dai consumatori. E in questo caso il rincaro è del 2,4% su base annua – anche qui siamo in frenata rispetto al mese precedente (2,7%).

Il rallentamento dell’inflazione è dovuto ad una frenata nell’aumento dei prezzi alimentari non lavorati – più 3,1%, contro l’aumento del 4,8% di gennaio. Calano i prezzi sui servizi di comunicazione – meno 4,2%. I salari invece sono cresciuti del 2,5% nell’industria e dell’1,2% nei servizi. Durante l’anno scorso i prezzi sono aumenti più dei salari dell’1,1%. Nel 2011, la forbice era stata inferiore: +2,1% per i salari, +2,8% per l’inflazione.

Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso la dinamica di aumento dei salari ha subito un rallentamento. Ciò è dovuto allo sgravio contributivo per incentivare la contrattazione di secondo livello negli anni 2010 e 2011.

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