Anche in Italia il Pil sembra diventare un indicatore inadatto per definire come sta un paese. Per questo Istat e Cnel hanno messo a punto un nuovo indicatore, il “Benessere equo e solidale” o Bes, con il quale hanno cercato di fare una fotografia dell’Italia nel Rapporto Bes 2013 - che le due istituzioni hanno presentato oggi davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Secondo le loro analisi tra il 2010 ed il 2011, è aumentato di 2,5 milioni il numero delle persone che si trovano in “grave deprivazione”: alla fine di due anni fa c’erano 6,7 milioni di persone in difficoltà economiche (l’11,1% degli italiani, contro il 6,9% di un anno prima) – e chissà quante sono oggi mi verrebbe da aggiungere.

Queste difficoltà derivano in buona parte dalla netta diminuzione del potere d’acquisto, sceso mediamente del 5% tra il 2007 ed il 2011. Questo dato si è riflesso in minima parte sui consumi (-1,1%), visto che gli italiani hanno preferito ridurre i risparmi o intaccare il patrimonio piuttosto che ridurre i consumi. E infatti la propensione al risparmio è passata dal 15,5 al 11,5%, mentre nel solo 2012 (il rapporto prende in considerazione solo i primi nove mesi) le famiglie indebitate sono passate dal 2,3 al 6,5%.

Com’era preventivabile, aumentano le disuguaglianze: il 20% più ricco delle popolazione percepisce un ammontare di reddito più elevato del 5,6% rispetto al 20% più povero alla fine del 2011, contro il 5,2% del 2010…

photo credit: vignettando con Dario Levi via photopin