L’Islanda da tempo ha già avviato le trattative per diventare parte dell’Eurozona ma dopo la crisi economica la moneta unica del Vecchio Continente ha perso il suo appeal e l’Islanda sembra voler approdare sull’altra sponda. Ecco cosa c’è in cantiere. 

L’Islanda, si vocifera, vuole ormai abbandonare la sua moneta nazionale per “consorziarsi” con qualcuno, peccato che l’Europa non sia più l’unico obiettivo nel mirino. Il governo islandese ha detto sì di voler lasciare a piedi la krona, ma di non voler adottare più l’euro. Piuttosto si pensa di andare verso il dollaro canadese.

A fare pressione in questo senso sono gli industriali islandesi che vogliono il loonie e non l’euro tanto da aver già incontrato dei diplomatici canadesi per affrontare l’argomento. A promuovere questo progetto c’è soprattutto il Partito progressista islandese.

A livello storico l’Islanda ha attraversato una crisi economica molto intensa nel biennio 2008-2009 ma diversamente rispetto al resto d’Europa, ha dovuto sopportare il fallimento di molte banche. Per questo all’epoca si era deciso di dimezzare il valore della moneta islandese.

Una scelta premiata dall’incremento degli investimenti, import ed export. Adesso lo stato islandese si sente pronto al grande passo verso una moneta unica: l’euro è sempre il pole position ma sarà necessario accelerare le trattative per concludere prima dell’inserimento dei canadesi nell’affare.